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APPROFONDIMENTI

L’ENERGIA NUCLEARE: UN ARGOMENTO DA SEMPRE CONTESO
Materiale per le classi scuola secondaria di primo grado

Finalmente ragazzi è arrivato il nuovo anno! Avete fatto i bravi durante queste vacanze o vi siete già dimenticati di me e delle energie che muovono il mondo? Bene direi di iniziare l’anno con un tema molto importante e dibattuto proprio in questi tempi: le centrali nucleari. Nel manuale didattico e nelle schede avete già studiato come funzionano le centrali e come si produce energia tramite l’atomo. Ora, insieme, entreremo più nello specifico di alcuni argomenti. Buono studio!

L'energia nucleare è una delle fonti energetiche più dibattuta degli ultimi decenni. In primo luogo è necessario comprendere la sua natura e la sua creazione per poter comprendere in seguito la motivazione di tanta contesa e dualità sul suo utilizzo o meno.

Nelle centrali nucleari l'energia scaturisce dal bombardamento dell'uranio con neutroni. Il nucleo dell'uranio si divide in due nuclei più piccoli tramite un processo detto di 'fissione nucleare' durante il quale si genera energia e altri neutroni che, a loro volta, continueranno a far dividere i nuclei di uranio dando luogo alla famosa 'reazione a catena nucleare'.

Durante questo processo vengono emesse radiazioni ad alta intensità che rendono scorie radioattive tutti quegli oggetti o metalli che vengono a contatto con tali radiazioni. Questi oggetti radioattivi rappresentano un pericolo e dovranno quindi essere conservati per migliaia di anni fin quando non decade il livello di radioattività.

L’energia nucleare è certamente un'energia pulita in quanto le centrali nucleari non immettono nell’ambiente alcuna sostanza inquinante, né anidride carbonica né ossido di azoto né zolfo. Inoltre il nucleare, non usando combustibili fossili, riduce la dipendenza dal petrolio, importato principalmente da paesi esteri. Ma al pari di questi importanti vantaggi, vanno considerati i rischi elevati in caso di incidenti per via della radioattività.

  • reattore
    Visione di una centrale nucleare.
    Fonte:www.panoramio.com

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STORIA DEL NUCLEARE IN ITALIA

L’utilizzo dell'energia nucleare in Italia ha origini lontane.

Nonostante le restrizioni dovute sia alle conseguenze della seconda guerra mondiale (taglio delle risorse economiche che potevano essere utilizzate per la ricerca) che agli accordi di pace (imponevano all'Italia di non poter disporre di un'industria per l'arricchimento del combustibile), la decisione di costruire la prima centrale elettronucleare venne infatti presa già all'indomani della conferenza "Atomi per la pace" di Ginevra dell'8-20 agosto 1955. Ciò portò l'Italia, nel corso degli anni sessanta, ad avere sul proprio territorio tre impianti di prima generazione basati sulle tre più innovative tecnologie dell'epoca (ossia i reattori di tipo BWR e PWR di origine statunitense e quello di tipo Magnox di origine britannica).

L'incidente di Černobyl' del 1986 portò l'Italia a indire l'anno successivo tre referendum nazionali sul settore nucleare. In tale consultazione popolare, circa l'80% dei votanti si espresse a favore delle istanze portate avanti dai promotori.

È da notare come i tre referendum non vietavano in modo esplicito la costruzione di nuove centrali (e men che meno imponevano la chiusura di quelle esistenti o in fase di realizzazione). Tuttavia si limitavano ad abrogare i cosiddetti "oneri compensativi" spettanti agli enti locali sedi dei siti individuati per la costruzione di nuovi impianti nucleari e ad impedire all'Enel di partecipare alla costruzione di centrali elettronucleari all'estero. Visto l'esito molto netto del voto, tra il 1988 e il 1990 i Governi Goria, De Mita e Andreotti VI posero termine all'esperienza elettronucleare italiana con l'abbandono del Progetto Unificato Nucleare e la chiusura delle tre centrali ancora funzionanti di Latina, Trino e Caorso (l'impianto di Sessa Aurunca era infatti già stato fermato per guasti nel 1982 e, a seguito di valutazioni sull'antieconomicità delle riparazioni, messo in decommissioning). Le due centrali di Latina e di Trino erano praticamente a fine vita (erano state progettate per poter funzionare per 25-30 anni) e dunque l'unica centrale che venne effettivamente chiusa con grande anticipo sul ciclo previsto fu quella di Caorso. Per quanto riguarda gli impianti in costruzione e quelli pianificati, fu interrotto il cantiere della centrale di Montalto di Castro la cui area, sfruttando le prese per l'acqua a mare già realizzate, venne poi riutilizzata per la realizzazione della centrale a policombustibile Alessandro Volta. Relativamente al progetto della seconda installazione di Trino era stato solo individuato e predisposto il sito che fu in seguito impiegato per l'approntamento di un impianto a gas a ciclo combinato.

La mancata produzione di energia elettrica da fonte nucleare fu compensata con l'aumento dell'utilizzo di combustibili fossili (in particolare carbone e gas ma anche petrolio/olio combustibile) e con un ulteriore incremento delle importazioni in aggiunta a quello già necessario ogni anno a coprire il generale aumento dei consumi Nel tempo poi, l'uso di carbone e petrolio/olio combustibile è stato sempre più abbandonato in favore del gas, attualmente principale fonte fossile per la produzione elettrica.
A parere di diversi analisti, il mancato utilizzo negli ultimi vent'anni dell'energia nucleare a fini di elettro-generazione sarebbe stata la causa principale del fatto che gli utenti italiani pagano attualmente uno dei prezzi del chilowatt/ora più elevati in Europa.
Inoltre oggi, l'Italia, importa circa l'8% dell'energia che consuma, l'83% è prodotta con gli idrocarburi e il restante dalle rinnovabili. L'idea del governo italiano è di ridurre al 50% l'energia da idrocarburi e il restante 50% produrla in parti uguali con il nucleare e le rinnovabili.
Considerando i costi del nucleare (uranio, costruzione, smaltimento scorie e costo delle centrali) nel tempo quest’ultimo risulterà più dispendioso rispetto all’utilizzo e l’importazione di combustibili fossili (esauribili e dannosi per l’ambiente). Tuttavia la dipendenza da tali fattori porterà l’Italia, entro il 2013, ad avviare i lavori di costruzione delle nuove centrali e, un po’ in tutto il mondo, continua la ricerca di fonti energetiche alternative, sia al nucleare che al petrolio, e del miglior utilizzo delle risorse naturali in campo energetico.

  • reattore
  • reattore
    2 Dicembre 1942. Il fisico italiano Enrico Fermi: il “padre” del primo reattore nucleare: la pila di Fermi.
  • reattore
    La prima centrale nucleare italiana, presso la città di Latina, nel Lazio.
    Fonte: www.borgosabotino.it

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IL DISASTRO DI CHERNOBYL

Il 26 aprile 1986 il quarto reattore della centrale nucleare di Chernobyl andò fuori controllo. La terrificante esplosione distrusse le 1.000 tonnellate della struttura che sigillava il reattore; le barre di uranio si fusero e l’elevatissimo calore produsse un incendio che durò ben 9 giorni, nel corso dei quali nell’ambiente si riversò una radioattività 100 volte superiore a quella sprigionata dal bombardamento atomico delle città di Hiroshima e Nagasaki nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

L’apprensione suscitata dal disastro di Chernobyl del 1986, in Ucraina, probabilmente determina un certo raffreddamento degli “entusiasmi nucleari” di molti Paesi.
In Italia l’eco dell’incidente contribuisce senz’altro alla sconfitta del nucleare, in occasione dei referendum del 1987. Gli Italiani ora hanno paura dell’atomo e nel 1990 vengono chiuse le ultime due centrali, a Caorso e a Trino.
In questi ultimi vent’anni l’energia italiana proviene in gran parte da combustibili fossili come petrolio, carbone e gas; fonti rinnovabili quali acqua, sole e vento non sono al momento sufficienti per coprire il fabbisogno nazionale. Per questa ragione importiamo energia elettrica dall’estero, spesso prodotta proprio da centrali nucleari.

  • reattore
    Dopo quasi trent’anni dal disastro, le radiazioni continuano a produrre gravi danni alla salute delle persone.
    Fonte: www.mongiello.it

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NUCLEARE SI, NUCLEARE NO: L’ENERGIA ATOMICA IN ITALIA

Ammettiamolo: è difficile comprendere se l’atomo sia o no una buona risposta ai problemi energetici ed ambientali della nostra epoca ed i pareri a riguardo, anche nel mondo scientifico, restano discordi.

La Dottoressa Margherita Hack, (astrofisica) si esprime così in merito:
“Le rinnovabili non saranno sufficienti per i bisogni sempre crescenti Dell`industria, quindi bisognerà per forza ricorrere al nucleare. Ci sono molte paure, anche irrazionali, perché noi siamo circondati dalle centrali nucleari: la Francia ce ne ha almeno 35, la Germania una quindicina. Centrali nucleari ci sono in Svizzera, in Austria, quella di Krsko, al confine tra la Slovenia e Croazia, in pratica è come averla in Friuli Venezia Giulia, ed è anche abbastanza vecchiotta. Noi siamo costretti a comprare energia, anche nucleare. Dobbiamo pagarla agli altri perché siamo completamente dipendenti dall`estero, e se ci fosse un disastro in uno di questi Paesi noi avremmo tutti i danni senza averne i vantaggi. Quindi c`è molta paura, irragionevole, anche scientifica, per l`energia nucleare, per gli Ogm. Quello per cui invece bisogna essere prudenti è stabilire bene modalità e luoghi dove mettere le scorie”.

Fonte: quotidiano “Il Riformista” – maggio 2010

  • atomo

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Il nucleare presenta indubbiamente dei vantaggi:

- Una centrale nucleare non emette CO2. Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra.

- Vantaggio nella bilancia dei pagamenti. La produzione di energia dal nucleare riduce l'importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. La copertura del fabbisogno energetico interno tramite il nucleare riduce la possibilità degli shock esterni sull'economia e consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l'estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale.

- Maggiore stabilità politica. Le principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilità politica (Medio Oriente) che rischia di causare problemi nei paesi fortemente dipendenti dall'import del petrolio. L'uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale.

- Una minima quantità di uranio (la materia prima necessaria per la fissione) consente di produrre un'elevata quantità energia, e a differenza del carbone o del petrolio, senza emissioni di anidride carbonica. Non esistono stime ufficiali sull'estrazione annuale di uranio. Questi dati sono coperti dal segreto militare o dal segreto di Stato.

Fonte: quotidiano “Il Riformista” – maggio 2010

  • banconote

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Ma su altri aspetti il nucleare non trova ancora valide risposte:

- Drammatiche conseguenze in caso di incidente. Ancora oggi, non si conosce il reale impatto sullasalute e, se da un lato le nuove centrali di ultima generazione garantiscono un livello di sicurezza elevato, dall'altro non si può fare a meno di pensare che anche la centrale di Chernobyl era stata considerata sicura a suo tempo.

- Le scorie radioattive devono essere stoccate per migliaia di anni. Nessun paese al mondo è giunto a una soluzione definitiva di stoccaggio. In Italia, nel 2003 si fermò in protesta un'intera regione italiana per impedire la realizzazione di un deposito geologico di scorie.

- La produzione di armi nucleari resta l'ultimo grande handicap. Non si può negare un legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l'industria bellica.

- Il costo reale del nucleare. Esso, infatti, comporta costi elevati già a partire dalla realizzazione degli impianti. Vanno poi ad aggiungersi i costi militari per garantire la sicurezza da attentati terroristici e i costi per smantellare la centrale nucleare al termine della sua attività. Tutti questi costi non sarebbero sostenibili da un'industria privata. Lo Stato dovrebbe necessariamente intervenire a copertura delle spese aumentando tasse e imposte ai contribuenti. In breve, il basso costo dell'energia in bolletta potrebbe essere più che compensato dall'aggravio fiscale in termini di imposte.

- La localizzazione degli impianti nucleari. Le comunità locali sarebbero restie ad accettare un deposito di scorie o una centrale nucleare vicino casa.

A questo punto non resta che chiederci: il ritorno al nucleare è una mossa intelligente che ci renderà più indipendenti a livello energetico o piuttosto si tratta di una scelta rischiosa che potenzialmente creerà problemi di difficile soluzione?

  • fungo
    Immagine di un’esplosione atomica.
    Fonte: www.energia360.org

In attesa di conoscere il futuro energetico del nostro Paese, possiamo approfondire l’argomento in vari modi.

- Documentati leggendo libri, periodici e materiali consultabili in internet.
- Realizza tu la tua inchiesta: cosa pensano le persone che conosci del ritorno al nucleare in Italia?
Prepara una serie di domande (ne basterebbero forse solo due: Nucleare, sì o no? Perché?) e con i compagni di classe realizza un mini sondaggio; sintetizza i dati raccolti su un cartellone, mediante grafici e testi.
- Organizza un dibattito in classe: metà classe si assumerà l’incarico di spiegare i vantaggi del nucleare, mentre l’altra metà dovrà argomentare contro questa scelta ...

Buona discussione!

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SITOGRAFIA DI RIFERIMENTO

HTTP://WWW.GOVERNO.IT
HTTP://WWW.CORRIERE SERA .IT: La storia del nucleare in Italia
HTTP://WWW.ITALIAN BLOGGERS.IT: il nucleare in Italia tra storia presente e futuro
HTTP://WWW.AGIENERGIA.IT: Breve storia nucleare d'Italia
HTTP://WWW.ILSOLE24ORE.COM: Energie rinnovabili e nucleare a singhiozzo nella storia dell'Italia a lume di candela
HTTP://QUALENERGIA.IT: La scoria infinita
HTTP://WWW.SAPERE.IT
HTTP://WWW.ZONA NUCLEARE.COM
HTTP://WWW.GREENPEACE.ORG
HTTP://GEOGRAFICAMENTE.WORDPRESS.COM
HTTP://WWW.ENERGIAPERILFUTURO.IT

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